Il Parlamento europeo ha respinto per la quarta volta una mozione di censura contro la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, confermando la tenuta dell’attuale maggioranza europeista nonostante le crescenti tensioni politiche attorno all’accordo commerciale UE-Mercosur.
La mozione, presentata dal gruppo Patrioti per l’Europa, è stata bocciata con 390 voti contrari, 165 favorevoli e 10 astensioni, ben al di sotto della maggioranza qualificata dei due terzi richiesta dai Trattati.
Il voto è arrivato dopo un acceso dibattito in plenaria, svoltosi lunedì 19 gennaio alla presenza del commissario al Commercio, Maroš Šefčovič, e dopo che mercoledì, con soli dieci voti di scarto, il Parlamento europeo ha votato per rimandare alla Corte di giustizia dell’Unione europea l’accordo UE-Mercosur, approvato dagli Stati membri il 9 gennaio e firmato il 17 gennaio in Paraguay dalla presidente della Commissione insieme al presidente del Consiglio europeo António Costa.
Secondo quanto riportato da diversi media europei, la mozione è stata sostenuta prevalentemente da eurodeputati dei gruppi di destra e di estrema destra, mentre non si è formata alcuna coalizione strutturata contro l’esecutivo.
Mercosur, blitz dell’Eurocamera: ricorso alla Corte UE approvato per soli dieci voti
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La Commissione continua dunque a beneficiare di un sostegno stabile da parte dei tre principali gruppi dell’Eurocamera: il Partito Popolare Europeo, i Socialisti e Democratici (S&D) e Renew Europe.
Pur in presenza di critiche ricorrenti all’operato della Commissione, anche all’interno delle forze che la sostengono, la maggioranza degli eurodeputati dei Verdi, dei Conservatori e Riformisti (ECR) e della Sinistra ha scelto di non appoggiare l’iniziativa promossa dall’estrema destra.
Un esponente del gruppo dei Verdi ha spiegato a EUobserver che “la mozione di censura è uno strumento serio che dovrebbe essere usato con serietà e non ogni due mesi per cercare di fare notizia. Dovremmo riservare questo strumento per quando sarà necessario”.
Dalla stessa testata arrivano anche le valutazioni di Renew Europe. L’eurodeputato irlandese Billy Kelleher ha chiarito in plenaria che il suo gruppo non avrebbe sostenuto la mozione, sottolineando le implicazioni politiche di un’eventuale caduta dell’esecutivo.

